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CASA RESIDENZA ANZIANI "D. DRUDI" di MELDOLA (FC)

La pandemia vista e vissuta all'interno di una casa per anziani

"Il 4 marzo abbiamo dovuto chiudere dentro tutti gli anziani impedendo loro di vedere i propri cari e privandoli anche solo di poter fare un piccolo giro nel parco comunale che circonda la struttura.

Inizialmente gli anziani sono stati bravissimi perché, nonostante il dispiacere e la nostalgia per la lontananza dai propri cari, hanno continuato a trascorrere le loro giornate cercando di trovarvi un senso e la familiarità di sempre.

Tra noi operatori, invece, si è immediatamente diffusa la paura di non farcela, di non riuscire ad accudirli come prima senza l’aiuto quotidiano dei parenti sempre presenti e solleciti, di non riuscire a tenere fuori il mostro, di non riuscire a sostituire la relazione calda e amorevole dei loro cari, di non riuscire a lavorare bene in un contesto così improvvisamente diverso.
Gli animatori si sono immediatamente attivati per fare quotidianamente le videochiamate a casa e tutti gli operatori hanno cercato di riempire le sale e i corridoi di musica, giochi e risate.
Gli anziani più autosufficienti si sono stretti tra di loro, si sono conosciuti meglio e si sono auto-organizzati in gruppi per giocare a carte, guardare la TV, commentare le notizie sul mostro ma anche ballare, ascoltare la musica e fare le videochiamate a casa insieme per far conoscere i nuovi amici.

Ma il 28 marzo tutto questo è stato spazzato via dalla terribile notizia che 7 nostri pazienti e 3 operatori erano risultati positivi.
IL MOSTRO ERA RIUSCITO AD ENTRARE NELLA NOSTRA CASA.

Ricordo di aver provato un enorme senso di impotenza e di terrore che ha pervaso tutti noi.
Ma ricordo anche che, nell’incredulità generale di quello che ci stava capitando, ci siamo immediatamente messi all’opera per fronteggiare la situazione.
Ciascuno dei presenti si è dato da fare e anche chi è stato chiamato da casa è accorso in aiuto.
Nel giro di qualche ora siamo riusciti ad aprire un reparto per i nostri anziani malati di Covid nel tentativo di fornire loro la giusta assistenza e di salvaguardare tutti gli altri ospiti ed operatori.

Ricordo le terribili telefonate ai familiari per comunicare la positività dei propri cari, la nostra paura a pronunciare quelle terribili parole ma ricordo anche la comprensione, la fiducia e il sostegno che tutti ci hanno trasmesso; Avevano molta più fiducia loro in noi che noi in noi stessi e quindi non potevamo deluderli.

In realtà stavamo affacciandoci a un mondo completamente nuovo e sconosciuto che mai (nemmeno lontanamente) avremmo pensato di dover affrontare all’interno di una Casa Residenza per Anziani. Tutti i giorni ci occupavamo di demenza, disfagia, piaghe da decubito, cronicità, solitudine, tristezza ma MAI CI SIAMO OCCUPATI DI RISCHIO DI TRASMISSIONE DI UN VIRUS, MAI ABBIAMO SENTITO PARLARE DI DISTANZIAMENTO SOCIALE, MAI CI E’ STATO RICHIESTO DI VESTIRCI COME SE DOVESSIMO ANDARE SULLA LUNA PER POTER FARE IL BAGNO A UN NOSTRO ANZIANO. Quel 28 marzo non sapevamo minimamente che cosa avremmo dovuto affrontare.

E’ stata la presenza dell’igiene pubblica e dell’AUSL a qualsiasi ora del giorno e della notte (all’1 di notte come il giorno di Pasqua) che ci ha aperto via via le giuste strade e ci ha condotto correttamente verso il percorso giusto.

E’ stato l’appoggio a un’ottima tecnostruttura aziendale che ci ha fornito sempre tutti gli strumenti di cui avevamo bisogno (i famosi DPI introvabili, a noi non sono mai mancati).

E’ stato l’appoggio del Sindaco e dell’amministrazione comunale che ci ha aiutato nei passaggi più delicati e difficili mettendosi a disposizione pienamente e incondizionatamente.

E’ stata la presenza costante e piena di tutti gli operatori che in questi 2 mesi sono sempre stati presenti che ci ha permesso di non avere mai avuto un turno scoperto nonostante l’aumento del numero di ore assistenziali e sanitarie da erogare.

E’ stato il sostegno di tutte le nostre famiglie che ci guardavano attonite e preoccupate, ci aspettavano a casa fiduciose a qualsiasi ora del giorno e della notte senza chiederci nulla perché troppo stanchi anche solo per raccontare e condividere i racconti.

E’ stata l’unione delle forze e degli intenti di tutti noi che ci ha permesso di OSTEGGIARE IL MOSTRO che era entrato a tradimento nella nostra casa.

Purtroppo alcune vittime ci sono state, un pensiero e (per chi vuole) una preghiera per loro e per i familiari che non li hanno potuti salutare e tenere la mano nel passaggio. Vorremmo dirvi che la nostra mano ci è stata, è stata una mano calda che ha cercato di esserci. Vorremmo dirvi che ogni perdita è stato un lutto sia per noi operatori sia per gli anziani rimasti, spesso ci siamo trovati a dare la triste notizia ai compagni di stanza o di tavolo e a piangere con loro.

Siamo quasi alla fine di questo periodo scuro e triste. Vorremmo festeggiare la chiusura del Polo Covid e guardare avanti e invece ci accorgiamo che ci sono tante, troppe macerie. Non riusciamo a rallegrarci. Il mostro ci ha portato via tante persone care ma anche tante certezze, stiamo cercando il modo per ripartire e ricostruire un servizio dove la distanza sociale, l’uso delle mascherine, la rilevazione dei parametri 2 volte al giorno, l’utilizzo corretto e costante dei DPI farà parte della nostra quotidianità.

Non è solo il momento di ripartire, è il momento di costruire un modo completamente diverso di fare assistenza all’interno delle Case per Anziani.


Dott.ssa Daniela Zannoni
Coordinatrice CRA Drudi